Ho voglia di Te, pensieri in libertà dopo la visione

Salve dottore,
scrivo di getto, per salvare il fuoco del mio animo sconvolto, felice, vivo e tristissimo.
Sono Ilario da Mantova, ho 37 anni.
Come posso racchiudere in me tutti questi contrastanti sentimenti? Vengo dalla visione di “Ho Voglio di Te”, il film con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti tratto dal libro di Moccia. Conosce?
Il punto.
Sono perfettamente a conoscenza che questo tipo di film sono prodotti per quelli come me, talmente sopraffatti dal loro fallimenti, la cui pigrizia cronica (e nel mio caso genetica) ha raggiunti livelli inimmaginabili, incapace di provare niente, ormai praticamente morto. Eccomi, le ultime tre righe sono io nudo.
Ho iniziato a vedere il film con il mio consueto atteggiamento svogliato, incapace di credere che un filmetto del genere, con interpreti del genere, potesse anche lontanamente toccarmi. Beh, mi sbagliavo. La storia fluiva semplice ma aveva un non so che di ipnotico. Le situazioni, i dialoghi, i pensieri dei personaggi, fino ai loro vestiti, i loro sguardi da vicino, i profumi nella stanza, le cose che mangiavano, la sensazione di camminare quando loro camminavano, sorridere con loro, incazzarmi con loro, anticipare nella testa i dialoghi, vivere la storia fino in fondo. E poi, all’improvviso, stavo facendo intensamente l’amore con Laura Chiatti. Lei era nuda, totalmente nuda, e io ero moro e riccio e nudo. Fantastico. Entravamo in casa di corsa, la baciavo in modo sguaiato, quasi a volerle leccare la faccia, e questo senza un particolare motivo, lo facevo e basta. L’ho buttata sul letto, le ho tolto la maglia e dopo alcuni secondi era totalmente nuda. La cosa andava avanti ad oltranza, non so, sarà stata scelta del produttore.
Un filmone insomma.
p.s. cosa ne pensa?

